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report crowdfunding italia 2018

Crowdfunding in Italia: analisi sullo stato dell’arte aggiornato al 2018

Crowdfunding in Italia, report 2018: la mappatura delle piattaforme attive, dei progetti finanziati, il totale raccolto e un’analisi dei trends emergenti.

Dal 2015 Starteed realizza un’estesa ed accurata analisi sullo stato dell’arte del Crowdfunding in Italia, attraverso la rappresentazione dei risultati ottenuti su tutte le piattaforme italiane, includendo le iniziative promosse da Banche e Comuni e raccogliendo alcuni pareri da parte degli addetti ai lavori.

Il 2018 è stato per il Crowdfunding, l’anno della svolta. In Italia il settore si è evoluto e ha saputo dimostrare tutto il suo valore, creando un impatto tangibile sul tessuto economico e sulle persone.

Quanto vale il Crowdfunding in Italia? Solo nel 2018 sono stati raccolti oltre 111 milioni di Euro, soprattutto grazie alla crescita del comparto regolamentato e al miglior contesto normativo, caratterizzato dalle piattaforme di Equity e Lending Crowdfunding.

crowdfunding report 2018

 

 

L’analisi ha approfondito e quantificato gli importi per tipologia di piattaforma di Crowdfunding, catalogandoli per periodo: Donation/Reward fa riferimento alle campagne che raccolgono fondi tramite donazioni a fondo perduto o in cambio di ricompense; Equity alle campagne che raccolgono finanziamenti sotto forma di equity; Lending sotto forma di prestito, DIY (Do it yourself) si riferisce invece alle campagne personalizzate sviluppate su siti indipendenti in linea con l’identità del progetto.

 

 

Quali piattaforme sono più usate in Italia? Il panorama del Crowdfunding in Italia è caratterizzato da un numero maggiore di piattaforme Donation/Reward, dovuto in parte alla mancanza di regolamentazione per questa specifica tipologia di raccolta. Non mancano però casi di rilievo di piattaforme verticali su uno specifico ambito. Il settore ha visto un notevole aumento negli ultimi anni delle piattaforme di Equity, grazie agli sviluppi della Normativa in materia di investimenti online, che ha contribuito ad una decisiva crescita del settore Equity in Italia.

Le piattaforme di Crowdfunding sono principalmente concentrate al centro-nord, in particolare nella città di Milano, che nell’ultimo anno è diventata polo di attrazione delle maggiori iniziative imprenditoriali di innovazione tecnologica. Nel 2018 l’Equity Crowdfunding ha proseguito la sua crescita, triplicando i volumi rispetto al 2017. L’apertura del mercato a tutte le PMI ha fornito più spazio ad un nuovo segmento, quello dell’immobiliare, che ha contribuito all’incremento della raccolta. Nonostante gli sviluppi, sono ancora le startup innovative a trainare il mercato, anche grazie all’incremento delle detrazioni fiscali per gli investitori.

Che ruolo hanno le banche? Gli istituti bancari e le fondazioni di origine bancaria in Italia come Intesa San Paolo, Unicredit, Banca Prossima e Creval, hanno trovato nel Crowdfunding una nuova forma di espressione che gli ha permesso di rispondere all’esigenza di maggiore trasparenza e innovazione richiesta dal mercato, attraverso bandi, call4project, campagne singole, portali di raccolta e programmi di finanziamento.

E le PA? Anche all’interno delle Amministrazioni Pubbliche emergono iniziative di Crowdfunding, che nascono ricercando ambiti e modalità di intervento per sostenere iniziative di interesse per la comunità di riferimento. Si tratta di progettualità sostenute in partnership con Enti del Terzo Settore che erogano servizi come surrogati del Pubblico e per cui raccolgono fondi tramite il Crowdfunding.

Community e Crowfounding. Uno degli aspetti più interessanti del Crowdfunding in questo settore è il coinvolgimento della community. La strategia è quella di chiamare la cittadinanza a partecipare (economicamente ma non solo) alla realizzazione di iniziative di interesse pubblico, per generare un senso di appropriazione e vicinanza, andando ad eliminare la distanza tra l’Amministrazione e i diretti beneficiari.

Criticità e potenzialità, ecco una sintesi: tutte le risposte hanno evidenziato per lo più tre aspetti specifici: la maggioranza dichiara che la sfida più grande è legata alla comprensione dello strumento del Crowdfunding e in particolar modo degli elementi specifici che lo distinguono dal Digital Fundraising puro. Alcuni hanno riscontrato una certa difficoltà nella capacità di engagement della community di riferimento. Un’altra criticità riscontrata invece è legata allo scarso sviluppo del digitale e più in generale dell’utilizzo della tecnologia che caratterizza il Terzo Settore.

Tra le potenzialità emerse invece, vi è l’opportunità di promozione del progetto, dando la possibilità di ottenere anche una pre-validazione da parte del mercato. Associata alla promozione vi è la crescita che ne deriva, come conoscenza ed esperienza ma anche in termini di nuovi contatti e donatori su cui poter attuare delle strategie di fidelizzazione e coinvolgimento per future progettualità. Il carattere innovativo e alternativo del crowdfunding sta nell’utilizzo di nuovi canali e alla creazione di nuove opportunità e rappresenta una valida alternativa ai canali tradizionali di finanziamento.

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