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Endo-Sight

Endo-Sight, quando la Digital Health è una battaglia umana contro la malattia

Riuscire a vedere gli organi interni del paziente con precisione durante un’operazione: oggi è possibile grazie all’innovazione di Endo-Sight, progetto che sposa la realtà aumentata alle tecnologie mediche.

Indossare un paio di occhiali e riuscire a vedere gli organi interni del paziente che si sta per operare: non è una scena di Matrix, ma una delle ultime conquiste della radiologia interventistica oncologica che grazie a Endo-Sight si arricchisce di nuovi e determinanti scenari d’innovazione medica.

Endo-Sight nasce dalla voglia di andare oltre le possibilità tradizionali di cura; porta l’impronta di quel desiderio, profondamente umano, di vita e determinazione che muove un fratello per cercare una chance in più alla sorella, inciampata nella sua gioventù in un brutto tumore.

Oggi Alessandro Rotilio, CEO di Raw, ne parla con voce ferma e piena di energia; la stessa all’origine dell’idea, anche quando Martina, purtroppo, non ce l’ha fatta. “Se oggi siamo arrivati a traguardi importanti è anche grazie a lei e alle persone fantastiche che la sua malattia mi ha fatto incontrare. Mi sono immerso nelle tecniche mediche di ispezione e diagnosi al punto di immaginare come avrebbero potuto essere diverse da quelle a disposizione; grazie al medico che aveva in cura mia sorella ho approfondito le tecnologie esistenti e le ho unite alla mia versatilità per lo sviluppo di strategie di affari legali e finanziari. Oggi il primo prodotto sviluppato da Endo-Sight è una realtà utilizzata in molti ospedali d’Europa”.

Lo spunto nasce dall’incontro con la radiologia interventistica oncologica, una delle tecniche più utilizzate nei trattamenti di tumori solidi del fegato; il nodulo è colpito da uno shock termico attraverso un ago-sonda introdotta nel corpo per via mininvasiva, che “brucia” le cellule tumorali. La difficoltà più rilevante per i medici che utilizzano questa tecnica è però quella di muoversi all’interno del corpo del paziente solo attraverso i dati di Tac, ecografia e altre tecniche d’analisi: coordinate affidabili ma “appannate” dal fatto che i numeri vanno poi trasferiti sulla biologia del corpo umano. A ciò si aggiunge l’impossibilità di essere certi di aver raggiunto il target (il nodulo) e di averlo distrutto fino all’ultima cellula. Moltissime ricadute, infatti, sono causate dalle sparute cellule tumorali rimaste che si moltiplicano in maniera più aggressiva per lo stato infiammatorio del corpo dopo l’intervento.

Grazie a Endo-Sight le difficoltà sono oggi ampiamente ridotte. Gli occhiali che sfruttano la realtà aumentata convertono gli algoritmi in immagine tridimensionale, aiutando il medico a muovere la sonda dentro il corpo del paziente in maniera precisa e a individuare il nodulo nel suo reale spazio di estensione. Grazie a un nano sensore in fibra ottica, la flessione  dell’ago-sonda viene monitorata , restituendo l’immagine corretta. Oggi Endo-Sight è in grado di guidare la mano del medico fino a 2 mm di precisione, contro gli 8 garantiti dai metodi tradizionali. Anche l’ultima fase di revisione dell’intervento è stata resa più precisa: grazie a un software di co-registrazione delle immagini, Ablation-fit, la visione è estremamente chiara e precisa anche a livello microscopico. Secondo studi scientifici condotti da equipe mediche, l’80% dei casi in cui la malattia è tornata per presenza residua di cellule tumorali, sarebbe stata risolta con la nuova tecnologia. Un risultato importante e un progresso che attualmente è già in parte implementato nell’uso medico di molti ospedali, su cui Alessandro e il suo team continuano a studiare per certificare anche le ultime novità del prodotto.

“Fin dall’inizio di questo percorso abbiamo lavorato con il massimo rigore scientifico. Lavorare con grandi medici ci ha consentito di validare la tecnologia anche dal lato dell’utilizzatore e di dare credibilità immediata alla nostra idea. C’è grande aspettativa verso l’intelligenza artificiale, ma poca attenzione verso la sua usabilità. Fin dall’inizio noi abbiamo lavorato a stretto contatto con gli utilizzatori finali e questo ci ha consentito di creare una tecnologia che risolve problemi che oggi non hanno ancora risposta. Sembra banale, ma non lo è.”.

Il percorso della startup è stato accompagnato da importanti successi e riconoscimenti, tra cui quello di Unicredit Start Lab e Ibm, che ne hanno sostenuto e incoraggiato lo sviluppo. I prodotti di Endo-Sight oggi sono utilizzati in molte strutture di eccellenza italiane, in Francia, in Austria, in Spagna. Alessandro, come voleva, è andato oltre; anche oltre la sua battaglia personale che ha esteso a una lotta per la vita e contro la malattia. L’aspetto profondamente umano della Digital Health.

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